29 apr

L’Internet degli cose o propriamente IoT è un neologismo che ha trovato ampia diffusione negli ultimi anni, per rappresentare tutta quella tecnologia connessa alla rete che permette agli oggetti di acquisire propria intelligenza per comunicare direttamente con gli utenti e servirli in base alle loro necessità.

Gli smart objects rappresentano il futuro, sono una vera rivoluzione e hanno proprietà e funzionalità non immaginabili fino a qualche anno fa. Dall’elaborazione dati alle abitudini personali, sono uno dei maggiori insiemi che macina Big Data. Tuttavia non è tutto oro quello che luccica e, anche in questo caso, ci sono problemi e intoppi che talvolta vengono sottovalutati.

Ovviamente l’Internet of Things non vanta solo aspetti positivi ma anche negativi. Utilizzare dei sistemi connessi ha un enorme vantaggio ma fa sorgere anche deficit di diversa natura, in primo luogo in termini di privacy e sicurezza, nonché manutenzione e quindi costi.


1. Privacy a rischio: un problema comune a molti sistemi


I dispositivi che sfruttano IoT sono strutturati per essere connessi con l’ambiente che li circonda e talvolta con gli utenti. Questo vuol dire che per essere così reattivi ai comandi e alle necessità devono ‘spiare’ le persone che li utilizzano. In pratica in questo modo hanno la capacità di catturare le informazioni necessarie al loro funzionamento ma anche tutta un’altra serie di dati che sarebbe bene non trasmettere. In pratica la privacy è a rischio perché questi sistemi non sono in grado di separare le informazioni utili da quelle sensibili. Le smart bulb rilevano quando un utente è in casa, quando dorme, quando esce per attivare tutta una serie di impostazioni utili e gli activity tracker servono a monitorare tutte le abitudini di movimento e allenamento di chi le indossa. In sostanza tali informazioni se finite nelle mani sbagliate sono una miniera d’oro, perché contengono ogni dettaglio della vita e per questo sono una finestra diretta sulla privacy delle persone.

2. Falla nei sistemi di sicurezza: quando bisogna avere paura


Un altro dei problemi più comuni con IoT riguarda sempre la sicurezza e in particolare tutte le falle che sono presenti da un punto di vista informatico. I sistemi che immagazzinano dati possono essere attaccati dagli hacker e dai pirati informatici che possono criptare e rubare notizie anche molto personali. In molti casi, come è stato dimostrato, gli hacker possono aggirare facilmente i sistemi di sicurezza in quanto molti sistemi non sono neanche così ben tutelati, come mostra il motore di ricerca Shodan. Questo vuol dire che basta avere un indirizzo IP per scovare questi dispositivi e accedere alle informazioni, alle telecamere di sicurezza e a tutte quelle informazioni private, che tali dovrebbero rimanere. 

3. Manutenzione e vita dei dispositivi IoT


Il mercato dei dispositivi IoT è in continua evoluzione, come tutti gli altri sistemi tecnologici questi vengono ricambiati alla velocità della luce. In giro per il mondo ogni giorno una startup lancia un nuovo modello ipertecnologico, il problema di questi dispositivi però è che, nella maggior parte dei casi, mancano le potenzialità di sviluppo. Alcuni non prevedono aggiornamenti, altri richiedono troppa manutenzione, altri ancori sono destinati a scomparire. Questo vuol dire investire in un prodotto che molto spesso finirà con l’essere datato prima ancora di compiere il suo ciclo vitale. Un problema da non sottovalutare sia in termini economici, quale investimento fallimentare, che nei costi manutentivi laddove possibili.

4. Affaticamento digitale: i problemi fisici e psicologici dell'iperconnessione


In un mondo digitale in cui tutti sono connessi, bisogna considerare l’affaticamento digitale di cui si sente tanto parlare. Che cos’è? Una sovraesposizione nell’utilizzo di smartphone e sistemi tecnologici di ogni tipo che rappresentano un danno sia a livello psicologico che fisico. Uno degli esempi più comuni è la tipica postura text neck che si assume ma è facile rintracciare tutti i problemi fisici che la tecnologia causa, passando dalle onde e finendo alla dipendenza vera e propria che si genera verso certi sistemi. L’uomo è letteralmente domato dai sistemi IoT in quanto non riesce a farne a meno una volta che li ha utilizzati, ne sente la necessità e ne diventa facilmente dipendente. Questo per non parlare della compromissione fisica di quello che vuol dire ritrovarsi immersi nelle ‘onde’.

5. Mancanza di standard a livello globale


Uno dei problemi maggiori di questi oggetti tecnologici connessi alla rete è la mancanza di standard delle architetture a livello globale. Tali deficit comportano infatti un concreto problema di interoperabilità poiché molti sistemi sono potenzialmente avvezzi all’IoT ma ne mancano di fatto le componenti. Questo richiama quindi un problema anche di investimenti, se i software crescono velocemente con punte molto elevate, lo stesso non può dirsi dell’hardware che rimane invece arretrato, non viaggiando di pari passo. I progetti attuali puntano soprattutto a rendere le città smart, sono interessanti le soluzioni di traffic management e smart industry ma non c’è una reale sinergia dal punto di vista orizzontale e verticale affinché questo sviluppo si concretizzi a breve termine su tutto il pianeta senza causare un’ulteriore divario globale.

La connessione degli oggetti ad Internet ci semplifica la vita, è questo quello che almeno ci appare nel complesso. L’intelligenza artificiale è molto utile nella maggior parte degli ambienti, si pensi alla smart toad in grado di dialogare con l’auto o i sensori posti sulle strisce o ancora i termostati intelligenti che impostano la temperatura adatta facendo risparmiare energia. Sono un beneficio e oggi si contano appena 5 miliardi di oggetti connessi, pronti a diventare 25 miliardi entro il 2020. Tuttavia questo avrà in costo, si ottimizzeranno i tempi e processi produttivi ma l’utilizzo dei dati e le informazioni saranno sempre un rischio sensibile. L’unica via percorribile, al di là degli aspetti strettamente personali che potrebbero essere sottratti dalle grandi case per fini pubblicitari o peggio ancora da malintenzionati della rete, è un utilizzo etico di questi sistemi. Una strada che percorra e massimizzi i benefici in termini ambientali, ecologici, salutisti ma tuteli a pieno titolo la vita privata delle persone.