05 giu

Si parla tanto di IoT, internet of things, concetto estremamente tecnologico e che appare come qualcosa di astratto e difficile da considerare vicino alla vita quotidiana, ma in realtà non è proprio così. Non è infatti fantascienza, ormai molti dei dispositivi che si utilizzano ogni giorno, sono o possono essere collegati al concetto di interconnessione tra internet e cose reali.

IoT, cos'è?


L'acronimo IoT, proviene dall'inglese "internet of things" che in italiano può essere tradotto letteralmente con "internet delle cose", questo termine è stato introdotto da Kevin Ashton nel mondo delle telecomunicazioni per identificare oggetti o cose reali che si caratterizzano per una connessione ad internet. L'internet of things indica come gli oggetti, attraverso dei chip o dei sensori, possano connettersi tra loro ed interagire con i sistemi circostanti.

Uno sguardo al futuro


Una ricerca di Gartner proiettata al 2020, ci indica che l'IoT arriverà ad un valore di circa 2000 miliardi di dollari e gli oggetti connessi saranno più di 26 miliardi. Si creeranno opportunità enormi di crescita e ricoprirà un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'industria 4.0.
Per industria 4.0 ci si riferisce alla quarta rivoluzione industriale che storicamente è iniziata proprio qualche anno fa grazie all'introduzione delle tecnologie collegate "all'internet delle cose". Ovviamente un'azienda deve possedere un rinnovamento dei sistemi produttivi e gestionali totalmente automatizzati per essere introdotta nella definizione di industria 4.0.
Anche se gli scenari sono molteplici, poiché esiste un problema di standard, dato che ogni produttore sta implementando le proprie tecnologie proprietarie; ciò renderà complessa la comunicazione tra i diversi sistemi interconnessi e può aprire a svariati problemi di sicurezza. Le aziende cercano di migliorare questo aspetto stipulando partnership di collaborazione, in modo da garantire sicurezza e stabilità a coloro che ne usufruiranno. 

Privacy e sicurezza


Come sottolineato in precedenza, è vero che si stanno implementando sempre di più le connessioni e gli oggetti reali, ma è pur vero che le nostre "macchine" collegate alla rete scambino dati e purtroppo non si è a conoscenza del come o con chi. Il lavoro che maggiormente si sta effettuando sul miglioramento di questa tecnologia è proprio la sicurezza, cioè dare all'utenza il cento per cento di sicurezza sullo scambio di dati che purtroppo al giorno d'oggi è ancora un'incognita che non fa spiccare del tutto il volo a questa bellissima idea tecnologica.

Smart-Home


L'internet of things trova la sua massima espressione nella Smart-home, la casa domotica integrata con internet; dove qualsiasi oggetto, con tecnologia integrata, si collega alla rete di casa e comunica segnali ed input a ciò che interessa. Dalla smart tv alle luci delle camere. 
Nello scorso 23 febbraio 2018 al convegno "smart Home: l'internet of things entra dalla porta di casa", sono stati presentati molti dei risultati della ricerca sulla Smart Home da parte della School of Management del Politecnico di Milano. I dati sottolineano che l'internet delle cose è fortemente entrato nelle case italiane e nel 2016 il mercato delle Smart Home è aumentato del +23% rispetto al 2015, con un valore superiore a 180 milioni di euro.
Gli installatori e distributori di tutti i tipi di materiale elettrico, contribuiscono ancora all'82% del mercato; dove la maggioranza delle installazioni, quasi il 70%, è una procedura semplice ed adatta all'utente medio. Interessante il dato che sottolinea che il 70% di chi ha comprato oggetti tecnologici connessi, ha deciso di rivolgersi a personale idoneo per l'installazione. Singolare il dato che, di fronte a due colossi come Amazon e Google che divorano grande parte del mercato mondiale, il 52% delle soluzioni sul mercato dell'IoT è proposto da startup piccole e che cercano di farsi spazio sui mercati con le proprie idee ed innovazioni.

Chi compra questa tecnologia?


In Italia il 26% dei consumatori possiede almeno un oggetto tecnologico connesso a casa propria; una buona parte poi, secondo i sondaggi, è favorevole ad acquistarne uno. Chi non ha ancora comprato prodotti con IoT sta probabilmente attendendo che la tecnologia evolva ulteriormente e diventi sempre più avanzata, migliorando i parametri di sicurezza secondo i certificati di garanzia.

Comprare? Techmakers


Una volta compresa la grandezza e l'importanza dello IoT applicato alla vita di tutti i giorni, ci si può rivolgere a società specializzate in questo campo, come Techmakers che sviluppa con competenza e professionalità software e dispositivi IoT ad arte. Questa società aiuta nella creazione di progetti implementati con questa tecnologia, fornendo consulenza e formazione
Spesso si è portati ad un prodotto confezionato e pronto all'uso, ma a volte, grazie all'aiuto di società come Techmakers, si può sviluppare qualcosa di nuovo con poco.

Rotilio, quello che non ti aspetti.


Rotilio IoT Lab è un oggetto connesso che interagisce con l'ambiente circostante, è stato studiato per applicazioni industriali 4.0 e case domotiche: si accorge se l'illuminazione si accende o si spegne in base alla luminosità captata nell'ambiente. Percepisce le vibrazioni ambientali e con la propria intelligenza artificiale elabora i livelli di temperatura ed umidità per poi migliorare la qualità della vita. Tutto ciò controllato da una semplice app.

Conclusioni


IoT e conseguente Smart home sono il futuro. Le connessioni tra vita reale e tecnologia sono sempre più vicine; avere una connessione internet ed una lampadina che si accende al comando, sembra ormai entrato nella mente di tutti come la normalità. Bisogna abbracciare questo tipo di tecnologia? Pensando al 5G che ormai prossimo a sbarcare in tutto il mondo, si direbbe proprio che la risposta sia affermativa. Con connessioni internet sempre più veloci, sviluppo software all'avanguardia e protocolli di sicurezza sempre più in aggiornamento, la prospettiva verso il futuro sembra avere proprio il carattere dell'internet of things.